Dicono i lettori

Molto abile l'autore a costruire una struttura narrativa articolata quanto fluida, una ciber-scrittura dove Asimov echeggia in sottofondo. Un romanzo avvincente e meritevole di cui consiglio la lettura.
Dayla

Il libro mi è piaciuto molto, pieno di personaggi simpatici a cui ci si affeziona da subito è avvincente e, allo stesso tempo, ricco di piani di lettura.
Angelo

...buone caratterizzazioni di ambienti e personaggi, si legge con facilità. È adatto a un pubblico giovanile, al quale, insieme al divertimento si dà lo spunto per riflettere sul problema del diverso e dell'ignoto mondo che rappresenta.
Giuseppe

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La storia

Meela è la figlia quattordicenne del Generale in Capo e di un membro del Consiglio, ma questo non fa di lei una ragazza felice. Chiusa nel suo grande e ricco appartamento, ha come unica compagnia gli amici virtuali nascosti dietro la chat globale e Cyman, il suo professore.

Cyman è l'ultimo ritrovato della tecnologia, un robot in grado di pensare e apprendere come un essere umano. Nei tre anni vissuti al servizio di Meela ha imparato molto da lei e su di lei, principalmente ha compreso come una ragazza della sua età abbia la necessità di avere accanto ben più di una macchina, di come abbia bisogno dei genitori. Soprattutto a Dinone, una megalopoli schiacciata da nubi grigie e perenni che ormai, dopo anni di guerre intestine, rappresenta tutto ciò che rimane del Mondo.

Per questo Cyman sa di non poter trattenere a lungo le intemperanze adolescenziali di Meela, la curiosità che la spinge in alto, ai piani di contenimento che li separano dal cielo oltre le nuvole...

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L'incipit

Le scale proseguivano in un buio silenzioso e viscido. Persino lui percepiva un vago malessere, ma in quel momento era una sensazione irrilevante: la ragazza era lassù e doveva raggiungerla. E poi era arrivato al limite della sopportazione, sempre ammesso che un robot ne avesse uno.

Regolò il visore termico e il sensore a infrarossi, quindi azionò il sistema rotante da arrampicata e cominciò a salire.

Anche le macchine avevano una dignità e la sua era stata calpestata fin troppe volte. In quella casa nutrivano più considerazione persino per l'unità pulitrice ME 10L, o meglio Melvin, come lo chiamavano tutti. Per lui invece riservavano solo critiche: in un'occasione la signora lo aveva persino definito un piantagrane, solo perché si era sentito in obbligo di discutere con lei del suo rapporto con la ragazzina. Del resto, non era quello il suo compito?

Azionò il propulsore supplementare, così da poter fare i gradini due a due: stavolta era salita più in alto del solito.

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